La Ricerca in Omeopatia
L’umanità in medicina e l’arte medica è anche e
soprattutto non rinchiudere il malato in gabbie nosologiche,
metodologiche o in tecnicismi ma attraverso l’umiltà, il sentire,
l’empatia e l’amore comprendere la persona che si ha di fronte.
“Il miglior medico in noi è l’amore” (Paracelso)
Come tutti i farmaci, anche quello omeopatico è oggetto di ricerche
finalizzate ad esperirne in vitro e in vivo gli effetti terapeutici.
Gli scienziati di numerosi paesi partecipano a tale attività
nell’intento di valutare
l’efficacia e la pertinenza dell’uso di farmaci omeopatici nella
strategia terapeutica con
sondaggi di prassi presso i medici, dimostrare
gli effetti terapeutici dei farmaci omeopatici
con studi clinici, di
evidenziare l’attività delle alte diluizioni e comprenderne i
meccanismi d’azione, di valutare
l’incidenza dei trattamenti omeopatici sulla pubblica sanità,
nonché sulle
spese della previdenza sociale.
La ricerca clinica in omeopatia segue due
filoni:
- Lo studio dei rimedi omeopatici attraverso
la sperimentazione omeopatica (Proving)
- La ricerca clinica come dimostrazione
dell’azione terapeutica di una terapia omeopatica (studi in vitro e
studi clinici sperimentali e osservazionali)
I parametri dell Ricerca Clinica
La sperimentazione omeopatica ( proving) è quella
particolare ricerca clinica di cui si serve solo la Medicina
Omeopatica Classica, che consiste nella somministrazione ( in tempi
brevi) in soggetti sani di un determinato rimedio omeopatico,
l’osservazione e la raccolta dei sintomi da parte dei medici che si
occupano della raccolta del materiale e lo studio di tali dati
effettuato dagli stessi medici e/o da un supervisore esterno.
C’è una vasta letteratura omeopatica in materia,
raccolta in Materie Mediche e Repertori, redatte da medici omeopati
che contemporaneamente e dopo Hanemann hanno raccolto le loro
pluriennali esperienze confrontandole con la tradizione precedente.
Moltissimi contributi nel corso del 1800 fino ai primi anni del
1900, di tanto in tanto sintetizzati in opere dai grandi “capi-scuola”,
Hering, Allen, Clarke, Kent, Varnier, ecc.
E’ un tipo di ricerca molto attiva, perché
semplice dal punto di vista metodologico e poco costosa, per questo
facilmente attuabile dai singoli medici omeopati e dalle Scuole di
Medicina Omeopatica.
La ricerca clinica attraverso studi sperimentali
ed osservazionali è più recente e trova più difficoltà di
realizzazione per varie motivazioni soprattutto di tipo metodologico
ed economico.
Attualmente le linee guida stabilite
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la ricerca della
efficacia di una terapia si basa sulla valutazione del livello di
evidenza (EBM: Evidence-Based-Medicine ).
I - Evidenza ottenuta da studi di
meta-analisi effettuata su trials controllati Randomizzati
- Evidenza ottenuta da almento un trial controllato
randomizzato
II- Evidenza ottenuta da almeno uno studio ben
definito controllato senza randomizzazione
III-Evidenza ottenuta da studi ben definiti
descrittivi non sperimentali, come per esempio studi comparativi,
studi di correlazione e studi basati su singoli casi
IV-Evidenza ottenuta da rapporti o opinioni di
comitati esperti e/o dall’esperienza clinica di autorità competenti
(“General
guidelines for methodologies on research and evaluation of
traditional medicine” WHO, Hong Kong SAR 2000).
In generale ciò che più rende “scientifico” un
lavoro secondo queste linee guida è legato al metodo di ricerca, che
sia ben descritto nei vari passaggi metodologici: la scelta dei casi
da includere od escludere nello studio, la scelta della modalità di
divisione dei casi in due o più gruppi di controllo, la
somministrazione di una terapia versus placebo o terapia di
confronto, la valutazione dei risultati, ovvero quali parametri
osservare ed a distanza di quanto tempo.
Secondo tale criterio di valutazione tanti più
casi per una determinata patologia si considerano tanto più il
lavoro è importante dal punto di vista scientifico. Tanto più la
scelta dei pazienti da trattare con una terapia piuttosto che
un’altra è fatta a caso (randomizzazione) tanto più il
lavoro è importante dal punto di vista scientifico. Tanto più la
variabile indipendente che si vuole studiare (es: rimedio omeopatico
versus altra terapia o placebo) non è condizionabile da altro ( per
esempio dal medico che prescrive e dalla modalità con cui prescrive),
tanto più il lavoro è importante dal
L’applicazione del metodo di diagnosi omeopatica
richiede necessariamente l’espressione da parte del paziente e
l’ascolto da parte del medico della complessità soggettiva ed
oggettiva dell’esperienza di sofferenza, che si esprime a livello
corporeo, emotivo, psichico ed esistenziale.
Una medicina non convenzionale è un episteme “non
convenzionale” non solo una tecnica terapeutica “alternativa”.
Un altro concetto da cui non si può prescindere è
che i rimedi omeopatici non sono prescritti per specifiche “malattie”
ma prevalentemente valorizzando i sintomi individuali e
caratteristici della persona malata.
Nella medicina allopatica c’è un rapporto diretto
tra malattia e terapia vale a dire che per ogni malattia si propone
una determinata terapia: ciò porta ad una prescrizione standard che
ha portato negli ultimi anni ad impostare delle linee guida percui,
fatta una diagnosi, si prescrive la stessa terapia per tutti i
pazienti.
In omeopatia la prescrizione è individuale. Il
legame diretto non è tra nome della malattia e farmaco
corrispondente, ma tra sintomatologia del paziente e terapia adatta
proprio a lui.
Come avviene un Proving
METODOLOGIA DEL PROVING
- DIRETTORE DEL PROVING:
- COORDINATORE:
- SUPERVISORI (5):
- PROVERS (≤15)
- SOSTANZA (?)
- POTENZA (?)
- ASSUNZIONE DELLA SOSTANZA (3 x 4g)
- PLACEBO (?)
- TRASCRIZIONE DEI SINTOMI
- DURATA DEL PROVING (30 g > 60 g)
LA SOSTANZA
- La sostanza dinamizzata viene scelta del Direttore, che ne è
l’unico a conoscenza. Ciò assicura l’esecuzione del Proving in
triplo cieco (Coordinatore, Supervisori, Provers).
- La Ditta Ce.M.O.N.-UNDA fornirà la sostanza in più flaconi di
soluzione idroalcolica.
- A discrezione del Direttore sono inseriti o meno dei flaconi
placebo.
- La distribuzione dei flaconi è random.
IL DIRETTORE
- Il Direttore è colui che organizza il Proving.
- E’ l’unico a conoscere la sostanza dinamizzata oggetto
dell’esperimento.
- Conserva i codici di ciascun Prover e del flacone che ognuno di
essi ha ricevuto.
- Partecipa con il Coordinatore ad ogni decisione che si possa
richiedere nello svolgimento del Proving.
- Organizza un incontro finale con il Coordinatore, i Supervisori ed
i Provers per ulteriormente definire i sintomi.
IL COORDINATORE
- Il Coordinatore è colui che verifica che il Proving proceda come
stabilito.
- Non è a conoscenza del rimedio che viene sperimentato. Ciò
assicura assenza di pregiudizi rispetto alla sostanza.
- Riceve una volta a settimana i sintomi raccolti da ogni
Supervisore.
- Verifica la qualità del lavoro dei Supervisori e chiede
chiarimenti circa ogni aspetto o sintomo non ben definiti.
- Decide insieme a loro l’eventuale interruzione dell’esperimento da
parte di un Prover.
- Invia i sintomi al Direttore e comunica periodicamente con lui
circa lo svolgimento dell’esperimento.
I SUPERVISORI
- Sono medici omeopati di comprovata esperienza. A loro spetta il
compito più faticoso del Proving.
- Ogni Supervisore segue da due ad un massimo di cinque Provers.
SCHEDA DEL PROVER
- Deve essere redatta per ciascun Prover prima dell’inizio del
Proving.
CONTATTI CON I PROVERS
- Il Supervisore incontra ogni Prover una volta a settimana: esamina
con il Prover i sintomi registrati; evidenzia i segni obiettivi del
Prover, che costituiscono parte integrante e preziosa della
sintomatologia.
CONTATTI CON IL COORDINATORE
Ogni 7 giorni il Supervisore invia al Coordinatore copia dei diari
dei singoli Prover. Segnala ogni anomalia e valuta insieme la
sospensione della sperimentazione o la somministrazione di un
antidoto.
I PROVERS
- Sono soggetti maggiorenni, in buone condizioni generali di salute
e con assenza di patologie acute o croniche in atto.
- DIARIO PRE-PROVING
- E’ il diario dove il Prover si esercita a trascrivere i suoi
sintomi per almeno 7 giorni prima del Proving.
DIARIO DEI SINTOMI
E’ il diario dove vengono registrati i sintomi del Proving vero e
proprio.
INCONTRI CON IL SUPERVISORE
Sono incontri diretti, settimanali, per esaminare le note
sintomatiche e precisarle e per rilevare da parte del Supervisore
gli eventuali sintomi oggettivi, molto importanti per il risultato
finale. Oltre questo incontro diretto settimanale, il Prover può
comunicare in ogni modo anche quotidianamente con il proprio
Supervisore. Ogni quesito va chiarito, ogni sintomo indefinito va
precisato.
ASSUNZIONE DELLA SOSTANZA
La sostanza è fornita dalla casa farmaceutica in soluzione
idroalcolica. Questa verrà diluita e dinamizzata in gruppo dai
provers fino alla 30CH. La somministrazione viene effettuata nella
quantità di 1 granulo 30 Ch per 3 volte al giorno per un massimo di
3 giorni. La prima somministrazione avviene al mattino, dopo il
risveglio. Le somministrazioni successive avvengono ogni sei ore
circa, nella medesima modalità. Si sospende l’assunzione della
sostanza alla comparsa del primo sintomo – sia fisico, che
mentale/emozionale – sufficientemente rilevante ed inusuale, oppure
al termine dei 3 giorni stabiliti. E’ bene evitare l’assunzione di
cibo, alcol, fumo, caffè e simili per 30 minuti prima e dopo ogni
assunzione.
IDENTIFICAZIONE DEI SINTOMI
Ogni Prover ha una sigla identificativa, che può essere formata
dalle proprie iniziali.
Tale sigla deve essere riportata in ogni sintomo registrato, insieme
all’ora in cui il sintomo è comparso, al giorno/i della
sperimentazione, ed alla tipologia del sintomo.
Questo fa si che ogni sintomo, anche preso singolarmente, possa
essere facilmente identificabile. Esempio:
Bruciore alla bocca dello stomaco con eruttazioni frequenti.
GGL, 09.00, 2/22, N
LINGUAGGIO DEI SINTOMI
- Evitare ogni termine generico o medico, tipo: tachicardia,
extrasistoli, cefalea, ipersecrezione.
- Si eviti ogni tipo di deduzione, ci si limiti alla descrizione di
ciò che si percepisce.
- Ogni sintomo va descritto adeguatamente e modalizzato, ad esempio
il tipo di dolore, l’ora di comparsa, le concomitanze.
- Non deve risultare né troppo sintetico, né immaginifico.
- Le sensazioni sono molto importanti; vanno verificate con il
Supervisore nell’incontro settimanale.
- I sogni vengono registrati, così come le sensazioni durante gli
stessi; non vengono inseriti nella sintomatologia del Proving, a
meno che un’immagine di un sogno non si sia ripetutamente presentata
in più di un Prover.
CLASSIFICAZIONE DEI SINTOMI
- I sintomi comuni al Prover non vanno trascritti.
- Il Prover deve classificazione il sintomo:
- SINTOMO COMUNE, ma più intenso I
- SINTOMO GUARITO, scomparso G
- SINTOMO DEL PASSATO P
- SINTOMO NUOVO, inusuale N
- SINTOMO ECCEZIONALE, per intensità e novità E
INCONTRO POST-PROVING
Verrà fissaito un incontro post-Proving fra Direttore, Coordinatore,
Supervisori e Provers per esaminare, completare e valutare il lavoro
svolto. L’incontro finale è estremamente importante perché si
mettono in comune e si verificano le esperienze. Accade di frequente
che un Prover o un gruppo di Provers non abbiano dato importanza ad
alcuni sintomi che si sono presentati, valorizzati invece da altri.
L’incontro finale evidenzia, sottolinea e chiarisce gli aspetti più
importanti della Patogenesi della sostanza sperimentata.
UTILIZZO DEI DATI
REPERTORIZZAZIONE E PUBBLICAZIONE DEI DATI
Il Direttore, il Coordinatore ed i Supervisori, valutati i risultati,
decideranno sull’uso degli stessi.
VERIFICA CLINICA
Il miglior uso possibile dei dati raccolti è ricercare la
similitudine nel Paziente malato e verificare, quindi,
l’attendibilità dell’esperimento.
Partecipa al prossimo Proving!
La partecipazione al proving è del tutto gratuita.
Per maggiori informazioni scrivi a research@visvitaliseducation.com oppure compila il FORM per iscriverti al prossimo proving.
IL PROSSIMO PROVING AVRA LUOGO IL 30 GENNAIO 2010


